In Sudan per una missione umanitaria

“In tutto il Sudan persiste un clima di tensione, dovuto ad alcune criticità connesse ai rapporti con il Sud Sudan ed alla crisi in Darfur. In quest’ultima regione si registrano frequenti episodi di banditismo con il forte rischio di sequestri di persona, anche a danno di operatori umanitari, oltre ai periodici scontri tra forze governative e ribelli. Si sconsigliano, pertanto, viaggi a qualsiasi titolo in tutto il Darfur.”

E’ quello che si legge in un avviso del 9 luglio 2012 su viaggiaresicuri.it. Appare evidente la quasi impossibilità di raggiungere questa destinazione al momento. I rischi che si corrono viaggiando in Sudan sono davvero alti. Grande è la tensione che si avverte in tutto il territorio, insediato, ovunque, da mine e proiettili inesplosi.

La guerra in Sudan è durata più di 20 anni. Dal 9 luglio 2011 è stata possibile la formazione di un nuovo Stato repubblicano dal parte del Sud Sudan. L’indipendenza dal Sudan, però, ha lasciato ancora diverse questioni in sospeso. I motivi di principale dissidio tra le parti riguardano i confini da tracciare e la destinazione della regione Abyei. Altri sono legati al petrolio, ai profitti da esso ottenuti e ai diritti del popolo sudanese.

Insomma, la situazione non è per niente semplice. Per chi non ama le tradizionali vacanze al mare e in montagna, ma è orientato verso un viaggio umanitario e ha lo spirito avventuriero di chi vuole scoprire, conoscere e percorrere le strade meno battute, il Sudan potrebbe essere la destinazione ideale. Se il coraggio non ti manca, molti sono i viaggi di questo tipo organizzati da associazioni, ONG e cooperazioni internazionali di solidarietà a cui puoi unirti e con le quali collaborare.

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